저자: 미상 · 외국인
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마이클 버리가 엔비디아·팔란티어에 대한 풋옵션 등 하락 베팅을 취했다는 13F 공시를 소개하며 AI 버블 우려를 전달. 골드만삭스·모건스탠리의 10~20% 조정 전망과 암호화폐-나스닥 동조화, 비트코인 10만 달러 하회를 언급. 팔란티어·AMD 실적은 수치상 양호했으나 밸류에이션 부담과 중국의 외산 AI칩 금지 지침으로 약세. 아마존의 AMD 지분 전량 매도와 자체 AI칩 개발, 대출 금리 역전 신호도 언급. 영상 중 특정 거래소 제휴 광고 포함.
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Il nostro Michael Burry lancia la sua nuova grande scommessa contro Nvidia e Palantir, andando contro la narrativa rialzista degli ultimi anni che vede l'IA al centro. Queste sono le sue parole: a volte vediamo delle bolle, a volte c'è qualcosa da fare, a volte l'unica mossa vincente è non giocare. Alcuni giorni dopo questo post è stato pubblicato il modulo 13F della sua società Scion Asset Management, che mostra chiaramente che la sua ultima mossa è stata l'acquisto di opzioni put contro Palantir e Nvidia.
Il sottostante vale oltre un miliardo di dollari, ma è importante ricordare che questo non è il premio pagato da Burry, bensì il valore del titolo. Se Nvidia e Palantir salgono, non perderà un miliardo, ma una cifra più piccola. Inoltre, il modulo 13F non riporta i dettagli su scadenza e prezzo di esercizio, quindi manca qualche informazione.
Non sorprende che Burry faccia questa mossa, visto che da anni prevede bolle, come ironicamente ricorda la frase secondo cui avrebbe previsto cinque delle ultime una bolle. Il riferimento è al suo storico successo nel 2008. Infine, anche se Nvidia e Palantir sono molto discusse, alcuni le considerano troppo care, soprattutto Palantir, che ha un rapporto prezzo/utili superiore a 600 e una capitalizzazione di 450 miliardi, pur avendo ricavi di appena 1 miliardo nell'ultimo trimestre: stiamo quindi pagando 450 volte i suoi ricavi.
Guardando altri dati, Burry ha pubblicato sul suo profilo alcuni grafici a sostegno della sua tesi. Il primo mostra la crescita dei ricavi su base annua dei segmenti cloud di Amazon, Alphabet e Microsoft. In nero vediamo la crescita media nel periodo 2018-2022, mentre in rosso la media del biennio 2023-2025.
Quello che notiamo è che nel tempo il tasso di crescita è diminuito, ma questo non dovrebbe sorprenderci per un semplice effetto di scala: è fisiologico che, con l'aumento dei ricavi, sia più difficile mantenere lo stesso tasso di crescita. Una cosa è crescere del 100% partendo da 10 miliardi, un'altra è farlo partendo da 100 miliardi.
Il secondo grafico confronta l'aumento della spesa in infrastrutture delle attuali aziende tech con quanto visto durante la bolla delle dot-com. Quello che vuole mostrare è che, prima dello scoppio di quella bolla, le aziende tech spendevano somme enormi in infrastrutture, proprio come vediamo oggi con i data center.
Chi non condivide questa narrativa sostiene che allora qualsiasi azienda investisse pesantemente in queste infrastrutture si trovava in difficoltà al primo momento di crisi. Oggi, invece, sono soprattutto le grandi aziende tecnologiche a sostenere questi investimenti, con una capacità di spesa che consente di investire miliardi su miliardi.
Infine, l'ultimo grafico che ha condiviso è qualcosa che tutti abbiamo visto negli ultimi giorni e mostra come tutte le aziende legate al mondo dell'IA siano fortemente interconnesse, con miliardi di dollari di investimenti che fluiscono da un'azienda all'altra.
In tutto questo, sempre nei giorni scorsi, due grandi banche d'investimento, Goldman Sachs e Morgan Stanley, hanno dichiarato che una correzione tra il 10 e il 20% nei prossimi 1-2 anni è più che fisiologica. Questa notizia, insieme a probabili prese di profitto, ha mandato in rosso l'intero mercato. Di fatto, praticamente tutte le classi di attivi sono scese, criptovalute comprese.
Mentre gli investitori continuano a rifugiarsi nell'oro, che salvo qualche ritracciamento sta segnando nuovi massimi storici, il settore crypto ora segue abbastanza bene l'andamento del Nasdaq e quindi delle aziende tech. Come si vede, i grafici di Bitcoin e del Nasdaq sono praticamente sovrapponibili. Di conseguenza, con il loro calo degli ultimi giorni, anche le principali criptovalute sono scese. Bitcoin, per la prima volta da mesi, è sceso temporaneamente sotto la soglia psicologica dei 100.000 dollari.
Michael Burry ha più volte avvertito di una bolla nel mondo crypto, non tanto per una visione negativa dello strumento in sé, quanto perché questo mercato è caratterizzato da un uso molto elevato della leva, come abbiamo visto alcune settimane fa, quando proprio la leva ha portato al più grande crollo del mercato crypto. Basta un piccolo movimento in senso contrario per innescare una catena di liquidazioni.
Ed è qui che entra in gioco la gestione consapevole. Non si tratta solo di evitare la leva, ma di capire il rischio e calibrare l'esposizione in base a obiettivi, tempi, tolleranza e volatilità, scegliendo anche aziende solide, trasparenti e regolamentate.
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Tornando a noi, proprio in questi giorni sono uscite due trimestrali molto importanti per il settore dell'IA, con due giganti come Palantir e AMD in primo piano. Entrambe le società hanno riportato risultati superiori alle attese degli analisti, ma con reazioni contrastanti in Borsa, evidenziando sia aspetti positivi sia negativi.
Partiamo da Palantir. I numeri sono decisamente positivi: la società ha battuto le previsioni in quasi tutti i settori, con una crescita significativa sia dei ricavi sia degli utili per azione. Nonostante questi risultati brillanti, però, il titolo è sceso in Borsa. Il motivo sta nel fatto che, pur con numeri in crescita, la valutazione della società resta molto alta rispetto ai risultati attuali, che, per quanto positivi, non giustificano il prezzo dell'azione. A questo si aggiunge un altro fattore: gran parte del rally di Palantir è stato alimentato dagli investitori al dettaglio, che tendono a essere più sensibili alla volatilità del mercato, rendendo il titolo più vulnerabile anche alla minima notizia negativa, capace di innescare rapidamente una ondata di vendite.
Anche AMD ha superato le attese in diversi ambiti. I ricavi sono aumentati del 36% rispetto all'anno precedente, con il segmento data center in crescita del 22% a 9,25 miliardi di dollari e un utile per azione di 1,2 dollari. Eppure anche in questo caso, nonostante gli ottimi risultati, il titolo ha chiuso in rosso. La causa va probabilmente cercata nella guidance sui margini, non abbastanza forte rispetto alle aspettative del mercato. Inoltre, nello stesso periodo è emersa la notizia che la Cina ha emanato una direttiva che vieta l'uso di chip IA stranieri nei data center statali, imponendo l'adozione di chip prodotti in Cina.
A proposito di AMD, proprio questa settimana è uscita la notizia che Amazon ha venduto tutte le sue azioni AMD. Ricordiamo che ad agosto aveva dichiarato di possedere 822.000 azioni della società, che al prezzo odierno varrebbero circa 250 milioni. Non si sa se si tratti di una presa di profitto o se la loro visione nei confronti di AMD sia cambiata. Quel che è certo è che anche Amazon è entrata in questo segmento, creando chip IA proprietari chiamati AWS Trainium che, secondo loro, permettono di addestrare gli LLM a un costo inferiore rispetto a concorrenti come Nvidia o AMD e sono già integrati nei servizi cloud di Amazon. Chiaramente parliamo di scale molto diverse da quelle di questi concorrenti, ma ad esempio questi chip sono già adottati da Anthropic, la società dietro Claude, una delle principali IA in circolazione.
Nel complesso, nelle ultime settimane il sentiment di mercato si è indebolito, come mostra anche il Fear & Greed Index. Da una prospettiva macro, lo vediamo anche nella differenza dei tassi di interesse tra i prestiti garantiti (SR) e quelli non garantiti. Oggi, controintuitivamente, i prestiti garantiti, considerati più sicuri, stanno diventando molto più cari, mentre quelli più rischiosi, che dipendono dalla fiducia nella capacità del debitore di rimborsare, sono relativamente più economici. Questo indica o che nel sistema c'è meno denaro disponibile, quindi meno liquidità, o che gli investitori stanno diventando molto più cauti, richiedendo garanzie più solide per ogni prestito. Di nuovo, questo non indica necessariamente un crollo imminente, quindi non vogliamo creare allarmismi, ma è una situazione insolita che va tenuta sotto osservazione.
Come vi abbiamo detto in uno dei nostri ultimi video, a differenza della bolla delle dot-com, qui abbiamo aziende che fanno profitti: quindi non è tutto basato su aspettative future, ma ci sono già bilanci e margini molto significativi.
Che cosa ne pensate? Michael Burry avrà ragione questa volta o sarà l'ennesimo falso allarme come quelli degli ultimi anni? Fatecelo sapere nei commenti. Vi ricordiamo che in descrizione trovate il nostro link affiliato di Youhodler, con cui potete registrarvi e partecipare al concorso per vincere una Fiat Topolino. Ci vediamo alla prossima qui su Ingegneri in Borsa. Ciao a tutti.







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